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	<title>Reparto Maxillo Facciale Monza &#124; HSGerardo &#187; Traumi del cranio e della faccia</title>
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		<title>Conferenza scientifica annuale della chirurgia facciale ricorda i pionieri neozelandesi</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2015 07:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Traumi del cranio e della faccia]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le News]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Australasian College of Surgeon]]></category>

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		<description><![CDATA[Una curiosità che riguarda il mondo della chirurgia maxillo-facciale che in molti non conoscono è relativa al grandissimo contributo che è stato dato dalla Nuova Zelanda e dai suoi ricercatori, riconosciuto anche all&#8217;interno di una conferenza svoltasi a Perth, in Australia, dove si sta tenendo l&#8217;84esima edizione del Congresso Scientifico Annuale, che quest&#8217;anno è stato <a class="link_indecorated" href="https://www.maxillofaccialemonza.org/news/conferenza-scientifica-annuale-della-chirurgia-facciale-ricorda-i-pionieri-neozelandesi/884">Continua a leggere....</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una curiosità che riguarda il mondo della chirurgia maxillo-facciale che in molti non conoscono è relativa al grandissimo contributo che è stato dato dalla Nuova Zelanda e dai suoi ricercatori, riconosciuto anche all&#8217;interno di una conferenza svoltasi a Perth, in Australia, dove si sta tenendo l&#8217;84esima edizione del Congresso Scientifico Annuale, che quest&#8217;anno è stato ospitato dalla RACS (<strong>Royal Australasian College of Surgeon</strong>).<br />
Un ricordo importante verso quelli che si possono tranquillamente definire come dei pionieri nel campo della ricostruzione maxillo facciale.</p>
<p>Il motivo per cui si deve tornare indietro nel tempo di cent&#8217;anni è relativo al fatto che, con l&#8217;arrivo della Prima Guerra Mondiale, i chirurgi hanno dovuto affrontare un numero di casi di lesioni facciali e mandibolari notevolmente superiore rispetto a quanto avveniva in precedenza, anche per via dell&#8217;ampio impiego della tecnica di battaglia della trincea.<br />
Nel corso di quegli anni, quindi, la Nuova Zelanda ha dato i natali ad uno dei più importanti chirurgi che hanno contribuito allo sviluppo di questo campo medico: stiamo parlando di Harold Gillies, che viene riconosciuto da più parti come il padre della chirurgia plastica moderna.</p>
<p>Ovviamente, la tendenza di dover curare delle lesioni facciali e mandibolari è aumentata ancora di più con l&#8217;avvento della Seconda Guerra Mondiale, con i chirurgi neozelandesi sempre sulla cresta dell&#8217;onda. Tenendo in considerazione anche le dimensioni territoriali della Nuova Zelanda pare così incredibile che dei chirurgi di questo paese abbiano dato un contributo così decisivo per le sorti della chirurgia di ricostruzione maxillo-facciale.</p>
<p>Il professor Tong, che ha anche combattuto per l&#8217;esercito neozelandese in Afghanistan, ha sottolineato come esistano numerosi punti in comune tra le ferite facciali che vengono riportate dai soldati attuali e quelle che colpivano chi combatteva nei primi anni del ventesimo secolo. Ecco spiegato il motivo per cui, nonostante siano trascorsi cent&#8217;anni, i principi chirurgici che furono introdotti da Gillies e Pickerill ancora oggi restano attuali.<br />
Purtroppo la guerra porta distruzione e semina morte, ma al tempo stesso proprio quei momenti di grande difficoltà hanno permesso di per poter innovare e rinnovare, visto che il progresso tecnologico, da quegli anni in poi, ha consentito ai chirurgi di fare dei passi in avanti da gigante.</p>
<p>La conferenza scientifica che si è tenuta a Perth ha voluto anche ricordare il centenario della battaglia di Gallipoli, mentre è da sottolineare pure come l&#8217;analisi  degli esperti si è concentrata sopratutto sulla crescita di questo campo della chirurgia nel corso dell&#8217;ultimo secolo, sia in tempi di guerra che di pace, senza dimenticare le prospettive che possano essere offerte dal futuro.</p>
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		<title>Mehmet Veli Karaaltin completa il terzo trapianto di faccia</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2015 07:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Traumi del cranio e della faccia]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le News]]></category>
		<category><![CDATA[Mehmet Veli Karaaltin]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei gruppo di assistenza privata sanitaria più importanti della Turchia e di tutto il mondo, Acibadem Healthcare, ha organizzato un seminario a Londra tenuto da uno dei suoi chirurghi più famosi, ovvero il professor Mehmet Veli Karaaltin, che è specializzato in chirurgia plastica, estetica e ricostruttiva. Lo stimato professore è membro di un team <a class="link_indecorated" href="https://www.maxillofaccialemonza.org/news/mehmet-veli-karaaltin-completa-il-terzo-trapianto-di-faccia/871">Continua a leggere....</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei gruppo di assistenza privata sanitaria più importanti della Turchia e di tutto il mondo, <strong>Acibadem Healthcare</strong>, ha organizzato un seminario a Londra tenuto da uno dei suoi chirurghi più famosi, ovvero il professor <strong>Mehmet Veli Karaaltin</strong>, che è specializzato in chirurgia plastica, estetica e ricostruttiva.</p>
<p>Lo stimato professore è membro di un team di chirurghi che sono in grado di svolgere positivamente degli interventi di trapianto facciale completo ed è particolarmente celebre per via dei suoi sistemi che comprendono diverse innovazioni rispetto ai metodi tradizionali, compreso quello per la paralisi facciale ed il primo trasferimento al mondo di un linfonodo nella regione inguinale.</p>
<p>Uno dei risultati più importanti raggiunti, però, è quello che riguarda l’operazione chirurgica di pazienti colpiti da una paralisi facciale; grazie al trasferimento di un piccolo muscolo che si trova sul piede (che funziona in maniera simile al movimento ed al tessuto della faccia) sono stati ottenuti dei risultati estremamente importanti.</p>
<p>Questa tipologia di intervento è stata effettuata su cinque pazienti fino a questo momento e risultati sono stati notevoli.<br />
Infatti, è stato possibile raggiungere una completa simmetria per quanto riguarda gli occhi, le labbra ed il movimento del naso; la mimica facciale dei vari pazienti ritorna ad essere visibile dopo circa quattro o cinque settimane rispetto all’intervento, grazie a delle sedute di agopuntura e terapia fisica.</p>
<p>L’impiego di questo muscolo del piede per un intervento del genere è unico al mondo e permette di ottenere dei risultati prima nemmeno immaginabili, al punto tale che i pazienti possono riprendere la loro vita sociale molto più velocemente.<br />
Questa particolare procedura è stata utilizzata su pazienti che hanno sviluppato una paralisi facciale già dalla nascita, così come da chi l’ha subita dopo un intervento chirurgico oppure per colpa di un trauma o di una ferita.</p>
<p>Non solo interventi chirurgici per la cura di paralisi facciali, visto che il gruppo di esperti di cui fa parte il professor Karaaltin si occupa anche di un sistema avanzato di liposuzione Vaser ad ultrasuoni, che permette di minimizzare il sanguinamento.</p>
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