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	<title>Reparto Maxillo Facciale Monza &#124; HSGerardo &#187; Chirurgia Orale</title>
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		<title>Stomatite mucosa orale: sintomi, cause e cura</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2015 11:59:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Puzone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia Orale]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le News]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra le varie malattie che vanno a colpire la mucosa orale, troviamo anche la stomatite che si presenta come un disturbo infiammatorio e, in qualche rara occasione, anche distrofico. Si può cominciare a differenziare le stomatiti tra quelle che sono causate da elementi locali oppure quelle che derivano da una malattia più generale. Nel caso <a class="link_indecorated" href="https://www.maxillofaccialemonza.org/news/stomatite-mucosa-orale-sintomi-cause-e-cura/945">Continua a leggere....</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Tra le varie malattie che vanno a colpire la mucosa orale, troviamo anche la stomatite che si presenta come un disturbo infiammatorio e, in qualche rara occasione, anche distrofico. Si può cominciare a differenziare le stomatiti tra quelle che sono causate da elementi locali oppure quelle che derivano da una malattia più generale.</p>
<p>Nel caso di queste ultime, la stomatite può essere una delle manifestazioni di malattie infettive, come varicella, morbillo, differite, oppure di situazioni di carattere ormonale (come ciclo mestruale e gravidanza), ma anche carenze di vitamine e patologie come diabete ed uremia.</p>
<h2 dir="ltr">Da cosa può derivare la stomatite</h2>
<p dir="ltr">Dal punto di vista della mucosa orale, <strong>la stomatite può derivare da situazioni differenti,</strong> tra cui sicuramente anche un&#8217;igiene orale non ottimale: in altri casi, è sufficiente avere dei problemi con <strong>l&#8217;eruzione di un dente del giudizio per l&#8217;insorgere di una stomatite.</strong></p>
<p dir="ltr">Al giorno d&#8217;oggi tra le varie cause di tale disturbo è stato inserito anche lo stress, che può portare ad una stomatite aftosa.</p>
<h3 dir="ltr">Quali sono i sintomi della stomatite?</h3>
<p dir="ltr">Quando si manifesta una <strong>stomatite della mucosa orale,</strong> i sintomi più diffusi sono l&#8217;incremento della salivazione, un alito spesso fetido, gengive che sanguinano frequentemente, manifestazioni febbrili, linfonodi più grossi e dolori che corrispondono con i momenti di masticazione.</p>
<p dir="ltr">Capita piuttosto frequentemente che la mucosa orale subisca la formazione di diverse afte oppure degli arrossamenti che si possono notare piuttosto facilmente rispetto al resto della cavità orale.</p>
<p dir="ltr">Nei casi più gravi, quando la stomatite viene curata in modo errato oppure viene ignorata del tutto, c&#8217;è la possibilità che porti ad un&#8217;infezione fungina.</p>
<h3 dir="ltr">Come si cura la stomatite della mucosa orale</h3>
<p dir="ltr">Ovviamente sarà il vostro medico o, nei casi di maggior gravità, il vostro odontoiatra a suggerirvi la cura migliore per le vostre esigenze. Qualche volta può essere necessaria anche una visita <a title="maxillo facciale" href="http://www.maxillofaccialemonza.org" target="_blank"><strong>maxillo facciale</strong></a>.</p>
<p>Spesso, a livello locale si usano dei corticosteroidi da applicare direttamente sulle lesioni, così come si suggerisce in tante occasioni l&#8217;impiego di un collutorio antisettico. Quando le stomatiti sono collegate ad una carenza di vitamine, allora viene associata anche una specifica terapia.</p>
<h3 dir="ltr">La stomatite nei bambini</h3>
<p dir="ltr">Questa malattia si può facilmente riconoscere dalla presenza di vescicole a grappolo all&#8217;interno della cavità orale, con un ingrossamento dei linfonodi e tanta salivazione. La stomatite è contagiosa nel periodo che va da circa due giorni prima che appaiano le vescicole fino a quando non se ne vanno definitivamente: la sua trasmissione può avvenire oralmente oppure tramite la saliva.</p>
<p dir="ltr">Rimedi naturali ed un&#8217;alimentazione di cibi piuttosto freschi o freddi è l&#8217;ideale, anche per diminuire dolore e bruciore.</p>
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		<title>Sindrome di Costen: sintomi, cause e cura</title>
		<link>https://www.maxillofaccialemonza.org/news/sindrome-di-costen-sintomi-cause-e-cura/941</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2015 08:38:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Puzone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia Orale]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le News]]></category>
		<category><![CDATA[Maxillo Facciale]]></category>

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		<description><![CDATA[La sindrome di Costen si può catalogare all&#8217;interno dei disturbi dell&#8217;articolazione temporo-mandibolare e la sua comparsa può essere causata da svariati fattori. Si tratta di un disturbo di natura infiammatoria, che venne notato per la prima volta da un medico americano, James Bray Costen, che fu in grado di scoprire una particolare relazione che intercorreva <a class="link_indecorated" href="https://www.maxillofaccialemonza.org/news/sindrome-di-costen-sintomi-cause-e-cura/941">Continua a leggere....</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="docs-internal-guid-a99f289d-6926-0f5b-eb2c-0e2aa0cc83c8" dir="ltr">La sindrome di Costen si può catalogare all&#8217;interno dei disturbi dell&#8217;articolazione temporo-mandibolare e la sua comparsa può essere causata da svariati fattori.</p>
<p dir="ltr">Si tratta di un disturbo di natura infiammatoria, che venne notato per la prima volta da un medico americano, James Bray Costen, che fu in grado di scoprire una particolare relazione che intercorreva tra disturbi dell&#8217;orecchio e disturbi dell&#8217;articolazione temporo-mandibolare diffusi in alcuni suoi pazienti.</p>
<p dir="ltr">Proprio dall&#8217;otorinolaringoiatra deriva il nome di sindrome di Costen.</p>
<h2 dir="ltr">Quali sono i sintomi della sindrome di Costen</h2>
<p dir="ltr">Tra i principali sintomi di questo disturbo troviamo sicuramente l&#8217;otalgia: infatti, la sindrome di Costen provoca un forte dolore all&#8217;orecchio, che può raggiungere spesso anche il collo ed il cranio, causando cefalee e cervicali e, qualche volta, anche vertigini.</p>
<p dir="ltr">Chi soffre di tale sindrome nella maggior parte dei casi racconta il dolore come una sorta di chiusura dell&#8217;orecchio e spesso mentre mastica del cibo nota un particolare ronzio.</p>
<p dir="ltr">Altri sintomi sono uno stato di fiacchezza generale, nervosismo e difficoltà a dormire.</p>
<p dir="ltr">Quando il disturbo è particolarmente grave, può addirittura incidere sulla ridotta apertura mandibolare, oltre che provocare noie sia a deglutire che a parlare.</p>
<h2 dir="ltr">Da cosa può derivare la sindrome di Costen</h2>
<p dir="ltr">La sindrome di Costen può essere provocata da continui traumi che interessano l&#8217;articolazione temporo-mandibolare: spesso vi è un&#8217;occlusione dentaria errata, che deriva dalla caduta dei denti oppure da delle protesi dentarie che sono state applicate in modo errato.</p>
<p>In alcuni casi, questo disturbo può derivare anche dal bruxismo oppure da delle disfunzioni a livello ormonale.</p>
<h3 dir="ltr">Diagnosi sindrome di Costen</h3>
<p dir="ltr">E&#8217; proprio l&#8217;otalgia che, nella maggior parte dei casi, porta a pensare di trovarsi di fronte ad un caso di otite particolarmente acuta oppure di nervo trigemino infiammato.</p>
<p dir="ltr">Per la diagnosi della sindrome di Costen può essere necessario effettuare una Tac, una radiografia, un&#8217;elettromiografia o una risonanza magnetica.</p>
<h3 dir="ltr">Qual è la terapia?</h3>
<p dir="ltr">Spetta ad uno specialista come l&#8217;otorinolaringoiatra decidere come procedere per la cura di questo disturbo: nella maggior parte dei casi vengono prescritti dei farmaci ansiolitici, miorilassanti oppure antinfiammatori.</p>
<p dir="ltr">In alcuni casi, si ricorre anche a degli esercizi riguardanti l&#8217;articolazione mandibolare.</p>
<p dir="ltr">Quando la sindrome di Costen è accompagnata anche da una occlusione dentale scorretta, allora può essere necessario il parere di un ortodonzista.</p>
<p dir="ltr">Nel corso degli ultimi anni, è emersa una particolare ed innovativa tecnica terapeutica per questo disturbo: si tratta del laser a diodi che, tramite la fotobiostimolazione, riesce a diminuire il dolore derivante dalla sindrome.</p>
<p dir="ltr">Nei casi più gravi, quando ci sono delle malformazioni piuttosto oppure il dolore è cronico, allora si può prendere in considerazione l&#8217;intervento chirurgico <strong><a title="Maxillo Facciale" href="http://www.maxillofaccialemonza.org" target="_blank">maxillo-facciale</a></strong>.</p>
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		<title>Sindrome di Moebius: sintomi e cura</title>
		<link>https://www.maxillofaccialemonza.org/news/sindrome-moebius-sintomi-cura/937</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2015 07:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Puzone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia Orale]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le News]]></category>

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		<description><![CDATA[La sindrome di Moebius è una malattia che capita di rado, ma che ha delle conseguenze molto importanti: l&#8217;effetto principale è quello di provocare una paralisi facciale duratura, per colpa dell&#8217;assenza dei nervi cranici 6 e 7. Di conseguenza, chi viene colpito da questa particolare sindrome non ha la possibilità né di sorridere né di <a class="link_indecorated" href="https://www.maxillofaccialemonza.org/news/sindrome-moebius-sintomi-cura/937">Continua a leggere....</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><strong>La sindrome di Moebius</strong> è una malattia che capita di rado, ma che ha delle conseguenze molto importanti: l&#8217;effetto principale è quello di provocare una paralisi facciale duratura, per colpa dell&#8217;assenza dei nervi cranici 6 e 7. Di conseguenza, chi viene colpito da questa particolare sindrome non ha la possibilità né di sorridere né di chiudere gli occhi o di muoverli ai lati.</p>
<p dir="ltr"><strong>La sindrome di Moebius </strong>è provocata dalla mancata formazione dei nervi cranici 6 e 7, anche se in numerose occasioni si riscontrano diversi problemi pure sui nervi cranici 3, 5, 8, 9, 11 e 12. Spesso a questa sindrome si ricollegano anche la sindrome di Poland e la sindrome di Pierre-Robin.</p>
<h2 dir="ltr">Come si presenta la sindrome di Moebius?</h2>
<p dir="ltr">Non è difficile riconoscere la sindrome di Moebius, visto che si caratterizza per l&#8217;animia facciale, che va a bloccare i muscoli facciali, che non si possono muovere. Uno dei sintomi che più facilmente riscontrare nei neonati è una suzione problematica, mentre nei pazienti adulti spesso si nota una difficoltà ad una chiusura perfetta della bocca, con delle complicazioni legate alla salivazione ed alla bava.</p>
<p dir="ltr">In diversi casi, la sindrome di Moebius è associata allo strabismo, ma anche a malformazioni della mascella e della lingua, oltre che di piedi e mani.</p>
<h2 dir="ltr">Sindrome di Moebius: da cosa deriva e come si può curare</h2>
<p dir="ltr">Si tratta di una sindrome che colpisce una persona fin dalla nascita, per colpa di un&#8217;alterazione genetica, anche se fino ad oggi non si hanno certezze assolute in questo campo. Le difficoltà di suzione di alcuni neonati possono essere superate utilizzando degli appositi biberon oppure dei particolari tubi, mentre lo strabismo si può curare solamente con un intervento chirurgico.</p>
<p dir="ltr">Per quanto riguarda la paresi facciale, il movimento dei muscoli può essere migliorato mediante delle terapie fisiche, mentre con la logopedia può essere utile per migliorare la dizione.</p>
<p dir="ltr">Una delle tecniche più impiegate è quella di body-crushing del dr. Steve Clarke, che permette di fare ottimi passi in avanti in relazione al coordinamento ed la capacità di concentrazione, mentre il metodo Oral-motor-therapy ha come obiettivo il miglioramento della motorietà dei muscoli facciali.</p>
<p dir="ltr">Le malformazioni che colpiscono il cavo orale e gli arti superiori ed inferiori devono essere corrette mediante interventi chirurgici, mentre anche il movimento dei muscoli del viso può trarre giovamento dal cosiddetto “smile-surgery”, effettuato in <a title="Maxillo Facciale" href="http://www.maxillofaccialemonza.org/" target="_blank"><strong>reparto maxillo-facciale</strong></a>.</p>
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		<title>Eritoplachia: sintomi e cura</title>
		<link>https://www.maxillofaccialemonza.org/news/eritoplachia-sintomi-e-cura/934</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2015 08:54:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Puzone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia Orale]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le News]]></category>
		<category><![CDATA[Maxillo Facciale]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si parla di eritroplachia (chiamata anche eritroplasia) si fa riferimento, in ambito clinico, ad una specifica macchia rossa che si forma sulla mucosa orale. Nel momento in cui si intravedono delle macchie rosse, quindi, la soglia di attenzione deve essere massima, in maniera tale da poter curare adeguatamente questo problema con terapie e chirurgia <a class="link_indecorated" href="https://www.maxillofaccialemonza.org/news/eritoplachia-sintomi-e-cura/934">Continua a leggere....</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Quando si parla di eritroplachia (chiamata anche eritroplasia) si fa riferimento, in ambito clinico, ad una specifica macchia rossa che si forma sulla mucosa orale. Nel momento in cui si intravedono delle macchie rosse, quindi, la soglia di attenzione deve essere massima, in maniera tale da poter curare adeguatamente questo problema con terapie e chirurgia <strong><a title="Maxillo Facciale" href="http://www.maxillofaccialemonza.org" target="_blank">maxillo facciale</a></strong>.</p>
<p dir="ltr">L&#8217;eritroplachia, infatti, non è altro che una lesione precancerosa: in poche parole, il tessuto si presenta modificato e ci sono elevate probabilità che ciò porti ad una neoplasia maligna (si parla di carcinoma squamo-cellulare).</p>
<p dir="ltr">L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità differenzia le precancerosi in base alla loro natura, distinguendole tra potenziali, obbligate e vere.</p>
<p dir="ltr">Tra le precancerosi vere troviamo la candidosi cronica iperplastica e la leucoplachia verrucosa diffusa, mentre tra le precancerosi potenziali dobbiamo sicuramente evidenziare la presenza della leucoplachia, in cui si forma una macchia bianca sulla mucosa orale.</p>
<p dir="ltr">Le eritroplachie, invece, rientrano in quelle che vengono definite precancerosi obbligate.</p>
<h2 dir="ltr">Quali sono le possibili conseguenze dell&#8217;eritroplachia</h2>
<p dir="ltr">Nel momento in cui si ha a che fare con l&#8217;eritroplachia, il pericolo che possono trasformarsi in qualcosa di più grave è davvero elevato: il grado di rischio è maggiore in confronto ad ogni altra precancerosa che va a colpire il cavo orale.</p>
<p>Tra studi e letteratura, la trasformazione neoplastica ha una probabilità che va dal 14 al 50 percento, anche se in diversi casi la percentuale sale addirittura fino al 90%.</p>
<h2 dir="ltr">Da cosa deriva e come si presenta la eritroplachia</h2>
<p dir="ltr">Principalmente, i più importanti fattori che possono provocare l&#8217;eritroplachia sono rappresentati dall&#8217;alcool e dall&#8217;eccessivo utilizzo di tabacco.</p>
<p dir="ltr">Dal punto di vista prettamente clinico, si tratta di una lesione la cui superficie è decisamente liscia e priva di alterazioni con dei margini che, nella maggior parte dei casi, sono poco chiari.</p>
<p>La particolare colorazione rossa, decisamente intensa, è causata dal fatto che l&#8217;epitelio è diventato così sottile al punto tale che permette di vedere il connettivo che sta al di sotto</p>
<h3 dir="ltr">Qual è la terapia per l&#8217;eritroplachia</h3>
<p dir="ltr">Per curare l&#8217;eritroplachia è necessario un intervento chirurgico, sempre seguito da un esame istologico: quest&#8217;ultimo è molto importante per verificare che diverse zone della lesione possono essere caratterizzate dalla presenza di sintomi di trasformazione maligna.</p>
<p dir="ltr">La prevenzione è il sistema migliore per evitare la formazione dell&#8217;eritroplachia: si devono ovviamente abbandonare tutti quegli elementi che possono aumentare il rischio di contrarla (fumo ed alcool) e tenere sotto controllo la mucosa orale con visite odontoiatriche frequenti.</p>
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		<title>Gnatoschisi: sintomi, cura e info</title>
		<link>https://www.maxillofaccialemonza.org/news/gnatoschisi-sintomi-cura-info/930</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2015 08:51:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Puzone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia Orale]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le News]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si parla di malformazioni congenite del cavo orale, le più frequenti tra l&#8217;altro, si usa il termine riassuntivo di schisi, che comprende le chieloschisi, le gnatoschisi e le palatoschisi. Quando si parla di schisi si vuole fare riferimento ad uno spaizo che intercorre tra due punti della cavità orale che devono riunirsi nel corso <a class="link_indecorated" href="https://www.maxillofaccialemonza.org/news/gnatoschisi-sintomi-cura-info/930">Continua a leggere....</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Quando si parla di malformazioni congenite del cavo orale, le più frequenti tra l&#8217;altro, si usa il termine riassuntivo di schisi, che comprende le chieloschisi,<strong> le gnatoschisi </strong>e le <a title="Labiopalatoschisi o “Labbro Leporino”: Sintomi e Cura" href="http://www.maxillofaccialemonza.org/news/labiopalatoschisi-labbro-leporino-sintomi-cura/911" target="_blank"><strong>palatoschisi</strong></a>.</p>
<p dir="ltr">Quando si parla di schisi si vuole fare riferimento ad uno spaizo che intercorre tra due punti della cavità orale che devono riunirsi nel corso dell&#8217;embriogenesi.</p>
<p dir="ltr">La cheiloschisi, meglio conosciuta con il termine di labbro leporino, si caratterizza per essere un&#8217;anomalia che deriva dal fatto che il processo nasale non si è unito al processo mascellare su quel determinato lato facciale. in questo caso, i danni sono piuttosto lievi e non vanno ad interferire con l&#8217;alimentazione.<strong> La palatoschisi,</strong> invece, deriva dalla mancata unione tra le lamine palatine e può essere solo parziale oppure generale, provocando numerose difficoltà nell&#8217;alimentazione del neonato.</p>
<h2 dir="ltr">La definizione di gnatoschisi</h2>
<p dir="ltr">La <strong>gnatoschisi</strong> è un&#8217;anomalia che deriva dalla mancata unione tra il processo alveolare ed il relativo processo mascellare: in questo senso, quindi, va intesa la nascita di una separazione che passa anche sul labbro superiore e si estende praticamente fino alla relativa cavità della narice.</p>
<p dir="ltr">Questo tipo di schisi ha la particolarità che, con il passare della vita del neonato, si amplia molto in fretta e in modo precoce: eccco spiegato il motivo per cui è necessario intervenire con un intervento di chirurgia plastica entro un mese dalla nascita del paziente.</p>
<h2 dir="ltr">Come si manifesta</h2>
<p dir="ltr">Queste diverse anomalie che rientrano sotto il termine di schisi spesso si possono manifestare in modo associativo, ossia le une insieme alle altre, creando delle varianti che vanno dal labbro leporino fino alla chielognatopalatoschisi, che rappresenta la forma peggiore.</p>
<p>Tra i disturbi collegati alla gnatoschisi, spesso troviamo anche la dislalia, che rappresenta un&#8217;alternazione nella normale articolazione delle parole.</p>
<h2 dir="ltr">Come si può curare la gnatoschisi</h2>
<p dir="ltr">L&#8217;unico sistema per risolvere queste anomali è rappresentato dall&#8217;intervento chirurgico: come sottolineato in precedenza, l&#8217;operazione di ricostruzione su labbro non deve tardare, visto che non si può attendere oltre il trentesimo giorno dalla nascita, mentre la ricostruzione del palato dovrà essere portata a termine quando il paziente avrà compiuto almeno un anno di vita.</p>
<p dir="ltr">In seguito a tale intervento, sempre che non intervenga alcun tipo di pallore-ipertermia (che porta quasi sempre alla morte), è necessario stabilire un percorso di logopedia.</p>
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		<title>Leucoplachia: sintomi, cura e info</title>
		<link>https://www.maxillofaccialemonza.org/news/leucoplachia-sintomi-cura-info/927</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Aug 2015 08:48:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Puzone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia Orale]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le News]]></category>

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		<description><![CDATA[La mucosa orale, o meglio le sue cellule, può essere danneggiata da diversi agenti cancerogeni, tra cui ad esempio il fumo piuttosto che l&#8217;alcool: nei primi tempi ciò si traduce in una situazione di alterazione che viene chiamata displasia. Più è grave la displasia e più probabilità ci sono di contrarre un cancro. Clinicamente, la <a class="link_indecorated" href="https://www.maxillofaccialemonza.org/news/leucoplachia-sintomi-cura-info/927">Continua a leggere....</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="docs-internal-guid-e749abc5-022f-a4ad-e1d7-4474ae9683ed" dir="ltr">La mucosa orale, o meglio le sue cellule, può essere danneggiata da diversi agenti cancerogeni, tra cui ad esempio il fumo piuttosto che l&#8217;alcool: nei primi tempi ciò si traduce in una situazione di <strong>alterazione che viene chiamata displasia.</strong> Più è grave la displasia e più probabilità ci sono di contrarre un cancro. <strong>Clinicamente, la displasia porta alla leucoplachia oppure alla eritroplachia.</strong></p>
<p dir="ltr">Quando si utilizza la parola leucoplachia si vuole fare riferimento ad una zona dalla colorazione tipicamente biancastra, che viene provocata dal fatto che la mucosa è diventata più grossa.</p>
<p dir="ltr">La leucoplachia si può definire come una precancerosa, ovvero come una situazione della mucosa orale per cui vi è un elevato rischio che possa diventare un cancro nonostante non lo sia ancora.</p>
<h2 dir="ltr">Quali sono i sintomi della leucoplachia</h2>
<p dir="ltr">La presenza di tale situazione clinica si può riscontrare dalla diffusione di macchie dalla colorazione biancastra o grigia che non si possono eliminare, da delle zone piuttosto dure o con una superficie irregolare poste sulla mucosa orale, così come delle lesioni rosse (in questi casi si parla di eritroplachia), senza dimenticare grumi o placche dalla colorazione biancastra. In tutti i casi di situazioni particolari o di difficile comprensione, un controllo dal dentista è fondamentale per valutare quale sia l&#8217;origine di tale complicazione e se possa essere collegata alla leucoplachia oppure se rientri in altre situazioni cliniche, come ad esempio il lichen planus.</p>
<p>La leucoplachia può <strong>colpire l&#8217;intera mucosa orale </strong>oppure solo alcune sue parti, come la lingua oppure il pavimento orale.</p>
<h2 dir="ltr">Come viene curata la leucoplachia</h2>
<p dir="ltr">Ovviamente, la cura della leucoplachia procede inizialmente tramite la rimozione di tutti quegli elementi che l&#8217;hanno provocata, tra cui anche l&#8217;eliminazione di possibili traumatismi provenienti da situazioni odontoiatriche che entrano nel ramo <a href="http://www.maxillofaccialemonza.org" target="_blank"><strong>maxillo facciale</strong></a>a.</p>
<p>In seguito, si rende certamente necessaria l&#8217;effettuazione di una biopsia , in modo tale da capire se sia presente effettivamente la displasia e procedere con il relativo trarttamento terapeutico, che può essere costituito spesso da un intervento chirurgico, sia con un approccio tradizionale, ovvero utilizzando il bisturi a lama, sia con una tecnica più avanzata mediante laser, che certamente ha il pregio di avere conseguenze meno negative per quanto riguarda la cicatrizzazione e la guarigione.</p>
<h2 dir="ltr">Le forme che può assumere</h2>
<p dir="ltr">Dal punto di vista morfologico, la leucoplachia si può distinguere in tre tipologie: si tratta della leucoplachia piana omogenea, la leucoplachia verrucosa e la leucoplachia fissurata eterogenea.</p>
<p dir="ltr">Nella prima forma di leucoplachia, la placca è livellata ed ha delle macchie dalla colorazione biancastra che si alternano con chiazze rossastre. Non ci sono elevate probabilità che la displasia possa diventare un cancro, anche se in ogni caso resta un&#8217;ipotesi da non escludere in via definitiva.</p>
<p dir="ltr">Nella leucoplachia verrucosa, la placca si caratterizza per essere notevolmente increspata, con delle ramificazioni che si possono notare con grande facilità.</p>
<p dir="ltr">Infine, la terza tipologia di leucoplachia, la lesione si caratterizza per avere diversi nodi, provocando piuttosto frequentemente un notevole dolore in tale zona e che spesso diventa un cancro con una forma cinque volte maggiore in confronto a tale forma.</p>
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