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	<title>Reparto Maxillo Facciale Monza &#124; HSGerardo &#187; Tutte le News</title>
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		<title>Stomatopirosi, cause, sintomi e cura</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2015 09:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Puzone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le News]]></category>

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		<description><![CDATA[La sindrome del cavo orale urente prende anche il nome di stomatopirosi e si caratterizza per essere una malattia che molto facilmente va a colpire le donne. Chi soffre di stomatopirosi, spesso, ha come principale sintomo un bruciore particolarmente diffuso in bocca, senza però che emerga alcun tipo di lesione della mucosa. Nel caso in <a class="link_indecorated" href="https://www.maxillofaccialemonza.org/news/stomatopirosi-cause-sintomi-cura/948">Continua a leggere....</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="docs-internal-guid-79d6b8b3-ef39-7362-670f-55bca9f8ed2d" dir="ltr">La sindrome del cavo orale urente prende anche il nome di <strong>stomatopirosi </strong>e si caratterizza per essere una malattia che molto facilmente va a colpire le donne.</p>
<p dir="ltr">Chi soffre di stomatopirosi, spesso, ha come principale sintomo un bruciore particolarmente diffuso in bocca, senza però che emerga alcun tipo di lesione della <strong>mucosa</strong>. Nel caso in cui tale sensazione di bruciore si concentri soprattutto sulla lingua, ecco che si tratta, più nello specifico, di <strong>glossopirosi</strong>.</p>
<h2 dir="ltr">Da cosa deriva la stomatopirosi</h2>
<p dir="ltr">La <strong>sindrome della bocca urente</strong> si caratterizza per avere delle cause che spesso sono ignote: quindi, si possono verificare sia delle situazioni in cui il bruciore derivi effettivamente da un motivo che si può identificare oppure casi in cui non si capiscano le cause.</p>
<p dir="ltr">E’ importante sottolineare la differenza che intercorre tra stomatopirosi idiopatica e stomatopirosi secondaria: solo nel caso la terapia viene adattata alle cause da cui deriva.</p>
<h2 dir="ltr">Quando si verifica e quali sono i sintomi</h2>
<p dir="ltr">Questa malattia, come dicevamo, si verifica molto di più nelle donne che hanno superato i 50 anni rispetto a quelle più giovani o agli uomini, mentre nei bambini non è mai stato individuato alcun caso di <strong>sindrome del cavo orale urente.</strong></p>
<p dir="ltr">Tra i sintomi, oltre al diffuso bruciore ed al dolore che lo accompagna, in qualche caso ci può essere una secchezza delle fauci oppure qualcosa di diverso nel gusto.</p>
<p dir="ltr">Il bruciore che può colpire varie parti del cavo orale oppure l’intera mucosa può nascere in modo improvviso oppure in altri casi in maniera graduale, senza dimenticare come spesso capiti che al mattino sia ad un livello molto basso, mentre verso il tardo pomeriggio e la sera dia molto fastidio (nel caso in cui già dal mattina faccia male, allora la prognosi sarà più negativa).</p>
<p dir="ltr">La stomatopirosi può durare da qualche mese fino anche a diversi anni.</p>
<h2 dir="ltr">Come si può curare</h2>
<p>In realtà dobbiamo sottolineare come non ci sia una terapia unica e risolutiva per trattare questa malattia. In alcuni casi la psicoterapia può dare una mano, insieme magari all’agopuntura per rilassare il paziente convincendolo che si tratta di un disturbo benigno, mentre in altri casi il trattamento è più incentrato sui farmaci o operazioni di tipo <a title="Maxillo facciale" href="www.maxillofaccialemonza.org" target="_blank"><strong>maxillo facciale,</strong></a> usando spesso degli antidepressivi tridici ad un dosaggio ridotto, in modo tale che svolgano un’azione da analgesici.</p>
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		<title>Stomatite mucosa orale: sintomi, cause e cura</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2015 11:59:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Puzone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia Orale]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le News]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra le varie malattie che vanno a colpire la mucosa orale, troviamo anche la stomatite che si presenta come un disturbo infiammatorio e, in qualche rara occasione, anche distrofico. Si può cominciare a differenziare le stomatiti tra quelle che sono causate da elementi locali oppure quelle che derivano da una malattia più generale. Nel caso <a class="link_indecorated" href="https://www.maxillofaccialemonza.org/news/stomatite-mucosa-orale-sintomi-cause-e-cura/945">Continua a leggere....</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Tra le varie malattie che vanno a colpire la mucosa orale, troviamo anche la stomatite che si presenta come un disturbo infiammatorio e, in qualche rara occasione, anche distrofico. Si può cominciare a differenziare le stomatiti tra quelle che sono causate da elementi locali oppure quelle che derivano da una malattia più generale.</p>
<p>Nel caso di queste ultime, la stomatite può essere una delle manifestazioni di malattie infettive, come varicella, morbillo, differite, oppure di situazioni di carattere ormonale (come ciclo mestruale e gravidanza), ma anche carenze di vitamine e patologie come diabete ed uremia.</p>
<h2 dir="ltr">Da cosa può derivare la stomatite</h2>
<p dir="ltr">Dal punto di vista della mucosa orale, <strong>la stomatite può derivare da situazioni differenti,</strong> tra cui sicuramente anche un&#8217;igiene orale non ottimale: in altri casi, è sufficiente avere dei problemi con <strong>l&#8217;eruzione di un dente del giudizio per l&#8217;insorgere di una stomatite.</strong></p>
<p dir="ltr">Al giorno d&#8217;oggi tra le varie cause di tale disturbo è stato inserito anche lo stress, che può portare ad una stomatite aftosa.</p>
<h3 dir="ltr">Quali sono i sintomi della stomatite?</h3>
<p dir="ltr">Quando si manifesta una <strong>stomatite della mucosa orale,</strong> i sintomi più diffusi sono l&#8217;incremento della salivazione, un alito spesso fetido, gengive che sanguinano frequentemente, manifestazioni febbrili, linfonodi più grossi e dolori che corrispondono con i momenti di masticazione.</p>
<p dir="ltr">Capita piuttosto frequentemente che la mucosa orale subisca la formazione di diverse afte oppure degli arrossamenti che si possono notare piuttosto facilmente rispetto al resto della cavità orale.</p>
<p dir="ltr">Nei casi più gravi, quando la stomatite viene curata in modo errato oppure viene ignorata del tutto, c&#8217;è la possibilità che porti ad un&#8217;infezione fungina.</p>
<h3 dir="ltr">Come si cura la stomatite della mucosa orale</h3>
<p dir="ltr">Ovviamente sarà il vostro medico o, nei casi di maggior gravità, il vostro odontoiatra a suggerirvi la cura migliore per le vostre esigenze. Qualche volta può essere necessaria anche una visita <a title="maxillo facciale" href="http://www.maxillofaccialemonza.org" target="_blank"><strong>maxillo facciale</strong></a>.</p>
<p>Spesso, a livello locale si usano dei corticosteroidi da applicare direttamente sulle lesioni, così come si suggerisce in tante occasioni l&#8217;impiego di un collutorio antisettico. Quando le stomatiti sono collegate ad una carenza di vitamine, allora viene associata anche una specifica terapia.</p>
<h3 dir="ltr">La stomatite nei bambini</h3>
<p dir="ltr">Questa malattia si può facilmente riconoscere dalla presenza di vescicole a grappolo all&#8217;interno della cavità orale, con un ingrossamento dei linfonodi e tanta salivazione. La stomatite è contagiosa nel periodo che va da circa due giorni prima che appaiano le vescicole fino a quando non se ne vanno definitivamente: la sua trasmissione può avvenire oralmente oppure tramite la saliva.</p>
<p dir="ltr">Rimedi naturali ed un&#8217;alimentazione di cibi piuttosto freschi o freddi è l&#8217;ideale, anche per diminuire dolore e bruciore.</p>
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		<title>Sindrome di Costen: sintomi, cause e cura</title>
		<link>https://www.maxillofaccialemonza.org/news/sindrome-di-costen-sintomi-cause-e-cura/941</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2015 08:38:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Puzone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia Orale]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le News]]></category>
		<category><![CDATA[Maxillo Facciale]]></category>

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		<description><![CDATA[La sindrome di Costen si può catalogare all&#8217;interno dei disturbi dell&#8217;articolazione temporo-mandibolare e la sua comparsa può essere causata da svariati fattori. Si tratta di un disturbo di natura infiammatoria, che venne notato per la prima volta da un medico americano, James Bray Costen, che fu in grado di scoprire una particolare relazione che intercorreva <a class="link_indecorated" href="https://www.maxillofaccialemonza.org/news/sindrome-di-costen-sintomi-cause-e-cura/941">Continua a leggere....</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="docs-internal-guid-a99f289d-6926-0f5b-eb2c-0e2aa0cc83c8" dir="ltr">La sindrome di Costen si può catalogare all&#8217;interno dei disturbi dell&#8217;articolazione temporo-mandibolare e la sua comparsa può essere causata da svariati fattori.</p>
<p dir="ltr">Si tratta di un disturbo di natura infiammatoria, che venne notato per la prima volta da un medico americano, James Bray Costen, che fu in grado di scoprire una particolare relazione che intercorreva tra disturbi dell&#8217;orecchio e disturbi dell&#8217;articolazione temporo-mandibolare diffusi in alcuni suoi pazienti.</p>
<p dir="ltr">Proprio dall&#8217;otorinolaringoiatra deriva il nome di sindrome di Costen.</p>
<h2 dir="ltr">Quali sono i sintomi della sindrome di Costen</h2>
<p dir="ltr">Tra i principali sintomi di questo disturbo troviamo sicuramente l&#8217;otalgia: infatti, la sindrome di Costen provoca un forte dolore all&#8217;orecchio, che può raggiungere spesso anche il collo ed il cranio, causando cefalee e cervicali e, qualche volta, anche vertigini.</p>
<p dir="ltr">Chi soffre di tale sindrome nella maggior parte dei casi racconta il dolore come una sorta di chiusura dell&#8217;orecchio e spesso mentre mastica del cibo nota un particolare ronzio.</p>
<p dir="ltr">Altri sintomi sono uno stato di fiacchezza generale, nervosismo e difficoltà a dormire.</p>
<p dir="ltr">Quando il disturbo è particolarmente grave, può addirittura incidere sulla ridotta apertura mandibolare, oltre che provocare noie sia a deglutire che a parlare.</p>
<h2 dir="ltr">Da cosa può derivare la sindrome di Costen</h2>
<p dir="ltr">La sindrome di Costen può essere provocata da continui traumi che interessano l&#8217;articolazione temporo-mandibolare: spesso vi è un&#8217;occlusione dentaria errata, che deriva dalla caduta dei denti oppure da delle protesi dentarie che sono state applicate in modo errato.</p>
<p>In alcuni casi, questo disturbo può derivare anche dal bruxismo oppure da delle disfunzioni a livello ormonale.</p>
<h3 dir="ltr">Diagnosi sindrome di Costen</h3>
<p dir="ltr">E&#8217; proprio l&#8217;otalgia che, nella maggior parte dei casi, porta a pensare di trovarsi di fronte ad un caso di otite particolarmente acuta oppure di nervo trigemino infiammato.</p>
<p dir="ltr">Per la diagnosi della sindrome di Costen può essere necessario effettuare una Tac, una radiografia, un&#8217;elettromiografia o una risonanza magnetica.</p>
<h3 dir="ltr">Qual è la terapia?</h3>
<p dir="ltr">Spetta ad uno specialista come l&#8217;otorinolaringoiatra decidere come procedere per la cura di questo disturbo: nella maggior parte dei casi vengono prescritti dei farmaci ansiolitici, miorilassanti oppure antinfiammatori.</p>
<p dir="ltr">In alcuni casi, si ricorre anche a degli esercizi riguardanti l&#8217;articolazione mandibolare.</p>
<p dir="ltr">Quando la sindrome di Costen è accompagnata anche da una occlusione dentale scorretta, allora può essere necessario il parere di un ortodonzista.</p>
<p dir="ltr">Nel corso degli ultimi anni, è emersa una particolare ed innovativa tecnica terapeutica per questo disturbo: si tratta del laser a diodi che, tramite la fotobiostimolazione, riesce a diminuire il dolore derivante dalla sindrome.</p>
<p dir="ltr">Nei casi più gravi, quando ci sono delle malformazioni piuttosto oppure il dolore è cronico, allora si può prendere in considerazione l&#8217;intervento chirurgico <strong><a title="Maxillo Facciale" href="http://www.maxillofaccialemonza.org" target="_blank">maxillo-facciale</a></strong>.</p>
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		<title>Sindrome di Moebius: sintomi e cura</title>
		<link>https://www.maxillofaccialemonza.org/news/sindrome-moebius-sintomi-cura/937</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2015 07:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Puzone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia Orale]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le News]]></category>

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		<description><![CDATA[La sindrome di Moebius è una malattia che capita di rado, ma che ha delle conseguenze molto importanti: l&#8217;effetto principale è quello di provocare una paralisi facciale duratura, per colpa dell&#8217;assenza dei nervi cranici 6 e 7. Di conseguenza, chi viene colpito da questa particolare sindrome non ha la possibilità né di sorridere né di <a class="link_indecorated" href="https://www.maxillofaccialemonza.org/news/sindrome-moebius-sintomi-cura/937">Continua a leggere....</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><strong>La sindrome di Moebius</strong> è una malattia che capita di rado, ma che ha delle conseguenze molto importanti: l&#8217;effetto principale è quello di provocare una paralisi facciale duratura, per colpa dell&#8217;assenza dei nervi cranici 6 e 7. Di conseguenza, chi viene colpito da questa particolare sindrome non ha la possibilità né di sorridere né di chiudere gli occhi o di muoverli ai lati.</p>
<p dir="ltr"><strong>La sindrome di Moebius </strong>è provocata dalla mancata formazione dei nervi cranici 6 e 7, anche se in numerose occasioni si riscontrano diversi problemi pure sui nervi cranici 3, 5, 8, 9, 11 e 12. Spesso a questa sindrome si ricollegano anche la sindrome di Poland e la sindrome di Pierre-Robin.</p>
<h2 dir="ltr">Come si presenta la sindrome di Moebius?</h2>
<p dir="ltr">Non è difficile riconoscere la sindrome di Moebius, visto che si caratterizza per l&#8217;animia facciale, che va a bloccare i muscoli facciali, che non si possono muovere. Uno dei sintomi che più facilmente riscontrare nei neonati è una suzione problematica, mentre nei pazienti adulti spesso si nota una difficoltà ad una chiusura perfetta della bocca, con delle complicazioni legate alla salivazione ed alla bava.</p>
<p dir="ltr">In diversi casi, la sindrome di Moebius è associata allo strabismo, ma anche a malformazioni della mascella e della lingua, oltre che di piedi e mani.</p>
<h2 dir="ltr">Sindrome di Moebius: da cosa deriva e come si può curare</h2>
<p dir="ltr">Si tratta di una sindrome che colpisce una persona fin dalla nascita, per colpa di un&#8217;alterazione genetica, anche se fino ad oggi non si hanno certezze assolute in questo campo. Le difficoltà di suzione di alcuni neonati possono essere superate utilizzando degli appositi biberon oppure dei particolari tubi, mentre lo strabismo si può curare solamente con un intervento chirurgico.</p>
<p dir="ltr">Per quanto riguarda la paresi facciale, il movimento dei muscoli può essere migliorato mediante delle terapie fisiche, mentre con la logopedia può essere utile per migliorare la dizione.</p>
<p dir="ltr">Una delle tecniche più impiegate è quella di body-crushing del dr. Steve Clarke, che permette di fare ottimi passi in avanti in relazione al coordinamento ed la capacità di concentrazione, mentre il metodo Oral-motor-therapy ha come obiettivo il miglioramento della motorietà dei muscoli facciali.</p>
<p dir="ltr">Le malformazioni che colpiscono il cavo orale e gli arti superiori ed inferiori devono essere corrette mediante interventi chirurgici, mentre anche il movimento dei muscoli del viso può trarre giovamento dal cosiddetto “smile-surgery”, effettuato in <a title="Maxillo Facciale" href="http://www.maxillofaccialemonza.org/" target="_blank"><strong>reparto maxillo-facciale</strong></a>.</p>
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		<title>Eritoplachia: sintomi e cura</title>
		<link>https://www.maxillofaccialemonza.org/news/eritoplachia-sintomi-e-cura/934</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2015 08:54:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Puzone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia Orale]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le News]]></category>
		<category><![CDATA[Maxillo Facciale]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si parla di eritroplachia (chiamata anche eritroplasia) si fa riferimento, in ambito clinico, ad una specifica macchia rossa che si forma sulla mucosa orale. Nel momento in cui si intravedono delle macchie rosse, quindi, la soglia di attenzione deve essere massima, in maniera tale da poter curare adeguatamente questo problema con terapie e chirurgia <a class="link_indecorated" href="https://www.maxillofaccialemonza.org/news/eritoplachia-sintomi-e-cura/934">Continua a leggere....</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Quando si parla di eritroplachia (chiamata anche eritroplasia) si fa riferimento, in ambito clinico, ad una specifica macchia rossa che si forma sulla mucosa orale. Nel momento in cui si intravedono delle macchie rosse, quindi, la soglia di attenzione deve essere massima, in maniera tale da poter curare adeguatamente questo problema con terapie e chirurgia <strong><a title="Maxillo Facciale" href="http://www.maxillofaccialemonza.org" target="_blank">maxillo facciale</a></strong>.</p>
<p dir="ltr">L&#8217;eritroplachia, infatti, non è altro che una lesione precancerosa: in poche parole, il tessuto si presenta modificato e ci sono elevate probabilità che ciò porti ad una neoplasia maligna (si parla di carcinoma squamo-cellulare).</p>
<p dir="ltr">L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità differenzia le precancerosi in base alla loro natura, distinguendole tra potenziali, obbligate e vere.</p>
<p dir="ltr">Tra le precancerosi vere troviamo la candidosi cronica iperplastica e la leucoplachia verrucosa diffusa, mentre tra le precancerosi potenziali dobbiamo sicuramente evidenziare la presenza della leucoplachia, in cui si forma una macchia bianca sulla mucosa orale.</p>
<p dir="ltr">Le eritroplachie, invece, rientrano in quelle che vengono definite precancerosi obbligate.</p>
<h2 dir="ltr">Quali sono le possibili conseguenze dell&#8217;eritroplachia</h2>
<p dir="ltr">Nel momento in cui si ha a che fare con l&#8217;eritroplachia, il pericolo che possono trasformarsi in qualcosa di più grave è davvero elevato: il grado di rischio è maggiore in confronto ad ogni altra precancerosa che va a colpire il cavo orale.</p>
<p>Tra studi e letteratura, la trasformazione neoplastica ha una probabilità che va dal 14 al 50 percento, anche se in diversi casi la percentuale sale addirittura fino al 90%.</p>
<h2 dir="ltr">Da cosa deriva e come si presenta la eritroplachia</h2>
<p dir="ltr">Principalmente, i più importanti fattori che possono provocare l&#8217;eritroplachia sono rappresentati dall&#8217;alcool e dall&#8217;eccessivo utilizzo di tabacco.</p>
<p dir="ltr">Dal punto di vista prettamente clinico, si tratta di una lesione la cui superficie è decisamente liscia e priva di alterazioni con dei margini che, nella maggior parte dei casi, sono poco chiari.</p>
<p>La particolare colorazione rossa, decisamente intensa, è causata dal fatto che l&#8217;epitelio è diventato così sottile al punto tale che permette di vedere il connettivo che sta al di sotto</p>
<h3 dir="ltr">Qual è la terapia per l&#8217;eritroplachia</h3>
<p dir="ltr">Per curare l&#8217;eritroplachia è necessario un intervento chirurgico, sempre seguito da un esame istologico: quest&#8217;ultimo è molto importante per verificare che diverse zone della lesione possono essere caratterizzate dalla presenza di sintomi di trasformazione maligna.</p>
<p dir="ltr">La prevenzione è il sistema migliore per evitare la formazione dell&#8217;eritroplachia: si devono ovviamente abbandonare tutti quegli elementi che possono aumentare il rischio di contrarla (fumo ed alcool) e tenere sotto controllo la mucosa orale con visite odontoiatriche frequenti.</p>
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		<title>Gnatoschisi: sintomi, cura e info</title>
		<link>https://www.maxillofaccialemonza.org/news/gnatoschisi-sintomi-cura-info/930</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2015 08:51:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Puzone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia Orale]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le News]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si parla di malformazioni congenite del cavo orale, le più frequenti tra l&#8217;altro, si usa il termine riassuntivo di schisi, che comprende le chieloschisi, le gnatoschisi e le palatoschisi. Quando si parla di schisi si vuole fare riferimento ad uno spaizo che intercorre tra due punti della cavità orale che devono riunirsi nel corso <a class="link_indecorated" href="https://www.maxillofaccialemonza.org/news/gnatoschisi-sintomi-cura-info/930">Continua a leggere....</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Quando si parla di malformazioni congenite del cavo orale, le più frequenti tra l&#8217;altro, si usa il termine riassuntivo di schisi, che comprende le chieloschisi,<strong> le gnatoschisi </strong>e le <a title="Labiopalatoschisi o “Labbro Leporino”: Sintomi e Cura" href="http://www.maxillofaccialemonza.org/news/labiopalatoschisi-labbro-leporino-sintomi-cura/911" target="_blank"><strong>palatoschisi</strong></a>.</p>
<p dir="ltr">Quando si parla di schisi si vuole fare riferimento ad uno spaizo che intercorre tra due punti della cavità orale che devono riunirsi nel corso dell&#8217;embriogenesi.</p>
<p dir="ltr">La cheiloschisi, meglio conosciuta con il termine di labbro leporino, si caratterizza per essere un&#8217;anomalia che deriva dal fatto che il processo nasale non si è unito al processo mascellare su quel determinato lato facciale. in questo caso, i danni sono piuttosto lievi e non vanno ad interferire con l&#8217;alimentazione.<strong> La palatoschisi,</strong> invece, deriva dalla mancata unione tra le lamine palatine e può essere solo parziale oppure generale, provocando numerose difficoltà nell&#8217;alimentazione del neonato.</p>
<h2 dir="ltr">La definizione di gnatoschisi</h2>
<p dir="ltr">La <strong>gnatoschisi</strong> è un&#8217;anomalia che deriva dalla mancata unione tra il processo alveolare ed il relativo processo mascellare: in questo senso, quindi, va intesa la nascita di una separazione che passa anche sul labbro superiore e si estende praticamente fino alla relativa cavità della narice.</p>
<p dir="ltr">Questo tipo di schisi ha la particolarità che, con il passare della vita del neonato, si amplia molto in fretta e in modo precoce: eccco spiegato il motivo per cui è necessario intervenire con un intervento di chirurgia plastica entro un mese dalla nascita del paziente.</p>
<h2 dir="ltr">Come si manifesta</h2>
<p dir="ltr">Queste diverse anomalie che rientrano sotto il termine di schisi spesso si possono manifestare in modo associativo, ossia le une insieme alle altre, creando delle varianti che vanno dal labbro leporino fino alla chielognatopalatoschisi, che rappresenta la forma peggiore.</p>
<p>Tra i disturbi collegati alla gnatoschisi, spesso troviamo anche la dislalia, che rappresenta un&#8217;alternazione nella normale articolazione delle parole.</p>
<h2 dir="ltr">Come si può curare la gnatoschisi</h2>
<p dir="ltr">L&#8217;unico sistema per risolvere queste anomali è rappresentato dall&#8217;intervento chirurgico: come sottolineato in precedenza, l&#8217;operazione di ricostruzione su labbro non deve tardare, visto che non si può attendere oltre il trentesimo giorno dalla nascita, mentre la ricostruzione del palato dovrà essere portata a termine quando il paziente avrà compiuto almeno un anno di vita.</p>
<p dir="ltr">In seguito a tale intervento, sempre che non intervenga alcun tipo di pallore-ipertermia (che porta quasi sempre alla morte), è necessario stabilire un percorso di logopedia.</p>
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		<title>Leucoplachia: sintomi, cura e info</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Aug 2015 08:48:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Puzone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia Orale]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le News]]></category>

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		<description><![CDATA[La mucosa orale, o meglio le sue cellule, può essere danneggiata da diversi agenti cancerogeni, tra cui ad esempio il fumo piuttosto che l&#8217;alcool: nei primi tempi ciò si traduce in una situazione di alterazione che viene chiamata displasia. Più è grave la displasia e più probabilità ci sono di contrarre un cancro. Clinicamente, la <a class="link_indecorated" href="https://www.maxillofaccialemonza.org/news/leucoplachia-sintomi-cura-info/927">Continua a leggere....</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="docs-internal-guid-e749abc5-022f-a4ad-e1d7-4474ae9683ed" dir="ltr">La mucosa orale, o meglio le sue cellule, può essere danneggiata da diversi agenti cancerogeni, tra cui ad esempio il fumo piuttosto che l&#8217;alcool: nei primi tempi ciò si traduce in una situazione di <strong>alterazione che viene chiamata displasia.</strong> Più è grave la displasia e più probabilità ci sono di contrarre un cancro. <strong>Clinicamente, la displasia porta alla leucoplachia oppure alla eritroplachia.</strong></p>
<p dir="ltr">Quando si utilizza la parola leucoplachia si vuole fare riferimento ad una zona dalla colorazione tipicamente biancastra, che viene provocata dal fatto che la mucosa è diventata più grossa.</p>
<p dir="ltr">La leucoplachia si può definire come una precancerosa, ovvero come una situazione della mucosa orale per cui vi è un elevato rischio che possa diventare un cancro nonostante non lo sia ancora.</p>
<h2 dir="ltr">Quali sono i sintomi della leucoplachia</h2>
<p dir="ltr">La presenza di tale situazione clinica si può riscontrare dalla diffusione di macchie dalla colorazione biancastra o grigia che non si possono eliminare, da delle zone piuttosto dure o con una superficie irregolare poste sulla mucosa orale, così come delle lesioni rosse (in questi casi si parla di eritroplachia), senza dimenticare grumi o placche dalla colorazione biancastra. In tutti i casi di situazioni particolari o di difficile comprensione, un controllo dal dentista è fondamentale per valutare quale sia l&#8217;origine di tale complicazione e se possa essere collegata alla leucoplachia oppure se rientri in altre situazioni cliniche, come ad esempio il lichen planus.</p>
<p>La leucoplachia può <strong>colpire l&#8217;intera mucosa orale </strong>oppure solo alcune sue parti, come la lingua oppure il pavimento orale.</p>
<h2 dir="ltr">Come viene curata la leucoplachia</h2>
<p dir="ltr">Ovviamente, la cura della leucoplachia procede inizialmente tramite la rimozione di tutti quegli elementi che l&#8217;hanno provocata, tra cui anche l&#8217;eliminazione di possibili traumatismi provenienti da situazioni odontoiatriche che entrano nel ramo <a href="http://www.maxillofaccialemonza.org" target="_blank"><strong>maxillo facciale</strong></a>a.</p>
<p>In seguito, si rende certamente necessaria l&#8217;effettuazione di una biopsia , in modo tale da capire se sia presente effettivamente la displasia e procedere con il relativo trarttamento terapeutico, che può essere costituito spesso da un intervento chirurgico, sia con un approccio tradizionale, ovvero utilizzando il bisturi a lama, sia con una tecnica più avanzata mediante laser, che certamente ha il pregio di avere conseguenze meno negative per quanto riguarda la cicatrizzazione e la guarigione.</p>
<h2 dir="ltr">Le forme che può assumere</h2>
<p dir="ltr">Dal punto di vista morfologico, la leucoplachia si può distinguere in tre tipologie: si tratta della leucoplachia piana omogenea, la leucoplachia verrucosa e la leucoplachia fissurata eterogenea.</p>
<p dir="ltr">Nella prima forma di leucoplachia, la placca è livellata ed ha delle macchie dalla colorazione biancastra che si alternano con chiazze rossastre. Non ci sono elevate probabilità che la displasia possa diventare un cancro, anche se in ogni caso resta un&#8217;ipotesi da non escludere in via definitiva.</p>
<p dir="ltr">Nella leucoplachia verrucosa, la placca si caratterizza per essere notevolmente increspata, con delle ramificazioni che si possono notare con grande facilità.</p>
<p dir="ltr">Infine, la terza tipologia di leucoplachia, la lesione si caratterizza per avere diversi nodi, provocando piuttosto frequentemente un notevole dolore in tale zona e che spesso diventa un cancro con una forma cinque volte maggiore in confronto a tale forma.</p>
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		<title>Sindrome di Franceschetti o di Treacher Collins</title>
		<link>https://www.maxillofaccialemonza.org/news/sindrome-di-franceschetti-o-di-treacher-collins/920</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2015 09:39:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Puzone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le News]]></category>
		<category><![CDATA[Sindrome Franceschetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Meglio conosciuta con il nome di sindrome di Treacher Collins (TCS), questa malattia genetica (come tante altre, ad esempio la sindrome di Asperger e di Turner) è chiamata anche disostosi mandibolo-facciale e sindrome di Franceschetti-Klein. Siamo di fronte ad una patologia autosomica dominante, che si trasmette in via ereditaria. Cause sindrome di Franceschetti Nel corso <a class="link_indecorated" href="https://www.maxillofaccialemonza.org/news/sindrome-di-franceschetti-o-di-treacher-collins/920">Continua a leggere....</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="docs-internal-guid-9d60a3a5-9c3d-6955-0429-36893944994e" dir="ltr">Meglio conosciuta con il nome di <strong>sindrome di Treacher Collins (TCS)</strong>, questa malattia genetica (come tante altre, ad esempio la sindrome di Asperger e di Turner) è chiamata anche disostosi mandibolo-facciale e sindrome di Franceschetti-Klein. Siamo di fronte ad una patologia autosomica dominante, che si trasmette in via ereditaria.</p>
<h2 dir="ltr">Cause sindrome di Franceschetti</h2>
<p dir="ltr">Nel corso degli ultimi anni sono stati numerosi gli studi che si sono concentrati sulla sindrome di Franceschetti, che hanno individuato altre cause genetiche oltre alla mutazione del gene TCOF1.</p>
<p dir="ltr">E’ importante mettere in evidenza come le ricerche si siano fermate fino ad un certo punto, dato che la complessità dei processi molecolari provocati dalla malattia è ancora lungi da essere compresa.</p>
<p dir="ltr">Lo studio della sindrome di Franceschetti risulta essere piuttosto complicato soprattutto in virtù della grande difficoltà nella sua riproduzione su modelli animali su cui poter eseguire delle sperimentazioni.</p>
<p dir="ltr">Pare che ultimamente le ricerche si siano concentrate soprattutto sui pesci zebra, visto che tra le varie patologie che si possono sperimentare c’è anche questa sindrome.</p>
<h3 dir="ltr">Sintomi sindrome Treacher Collins</h3>
<p>Tra i sintomi maggiormente diffusi di questa malattia troviamo il fatto di perdere completamente l’udito, di avere una mascella dalle dimensioni notevolmente ridotte oppure una bocca dalle dimensioni eccessivamente elevate, mentre si possono riscontrare pure dei difetti della palpebra inferiore, oppure i capelli che toccano addirittura le guance, senza dimenticare la schisi palatina e la zona esterna delle orecchie che presenta delle alterazioni o manca quasi completamente.</p>
<h3>Cura sindrome di Franceschetti</h3>
<p dir="ltr">Per il momento, le soluzioni per curare definitivamente la sindrome di Treacher Collins non sono ancora ben precise. Piuttosto frequentemente si fa ricorso a degli <strong><a title="Maxillo Facciale" href="http://www.maxillofaccialemonza.org" target="_blank">interventi chirurgici maxillo facciali</a></strong>. In altrettanti casi, i bambini hanno l’esigenza di poter disporre di un impianto di protesi uditive.</p>
<p dir="ltr">La chirurgia plastica, senza ombra di dubbio, può essere utile per l’eliminazione di svariati difetti, mentre la situazione più complessa è quella relativa all’udito, che può portare a complicazioni anche in età adulta.</p>
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		<title>Sindrome di Pierre-Robin: Sintomi, diagnosi e cura</title>
		<link>https://www.maxillofaccialemonza.org/news/sindrome-pierre-robin-sintomi-diagnosi-cura/917</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2015 13:38:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Puzone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malformazioni del cranio e della faccia]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le News]]></category>
		<category><![CDATA[sindrome pierre robin]]></category>

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		<description><![CDATA[La sindrome di Pierre-Robin è una malformazione che colpisce il neonato, che viene alla luce con una mascella dalle dimensioni molto inferiori rispetto alla normalità, mentre la lingua ha la tendenza a finire in gola e ciò provoca delle forti complicazioni a livello respiratorio. Da cosa deriva  la sindrome di Pierre-Robin Per il momento studi <a class="link_indecorated" href="https://www.maxillofaccialemonza.org/news/sindrome-pierre-robin-sintomi-diagnosi-cura/917">Continua a leggere....</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="docs-internal-guid-261be43e-9c39-4469-a065-f91835a6536d" dir="ltr"><strong>La sindrome di Pierre-Robin</strong> è una malformazione che colpisce il neonato, che viene alla luce con una mascella dalle dimensioni molto inferiori rispetto alla normalità, mentre la lingua ha la tendenza a finire in gola e ciò provoca delle forti complicazioni a livello respiratorio.</p>
<h2 dir="ltr">Da cosa deriva  la sindrome di Pierre-Robin</h2>
<p dir="ltr">Per il momento studi e ricerche non hanno portato ad una tesi unitaria sulle cause della <strong>sindrome di Pierre-Robin</strong>: senza ombra di dubbio, può far parte di un gruppo di complesse sindrome genetiche.</p>
<p dir="ltr">Bisogna sottolineare come la mascella inferiore cresca molto lentamente prima che il bambino nasca, mentre si sviluppa più velocemente durante i primi dodici mesi.</p>
<h3 dir="ltr">Sindrome di Pierre-Robin sintomi</h3>
<p dir="ltr">Tra le principali sintomatiche relative alla <strong>sindrome di Pierre-Robin</strong> troviamo sicuramente le dimensioni della mascella, sottosviluppata ed un mento piuttosto sfuggente, così come la particolare tendenza della lingua a ricadere indietro, oppure le dimensioni eccessivamente superiori della lingua rispetto alla mascella, o ancora infezioni continue e frequenti all’orecchio, ma anche i denti già visibili dalla nascita oppure delle piccole fessure nel palato che possono causare soffocamento.</p>
<h3 dir="ltr">Diagnosi della sindrome di Pierre-Robin</h3>
<p dir="ltr">Nella maggior parte dei casi, la sindrome di Pierre-Robin può essere individuata solamente nel corso di un esame fisico: sarà poi ovviamente consigliabile e necessario sentire il parere di un esperto genetista, in modo tale da che possa escludere la presenza di altre patologie.</p>
<p dir="ltr">Quindi, dovranno essere effettuate delle indagini durante le prime settimane di vita per avere un quadro della situazione migliore.</p>
<p dir="ltr"><strong>Spesso la sequenza di Pierre-Robin </strong>viene individuata già nel corso della gravidanza, tramite delle ecografie di controllo, ma sarà solamente la diagnosi dopo la nascita a permettere di capire se si è di fronte ad un patologia isolata oppure sindromica.</p>
<h3 dir="ltr">Come si cura la Sindrome</h3>
<p dir="ltr">In realtà, quando viene identificata tale malattia, è bene valutare caso per caso la sua incidenza in concreto e il percorso migliore per poter gestire la situazione, anche se le terapie più conservative vanno bene per le forme lievi, altrimenti sarà necessario un intervento di chirurgia maxillofacciale.</p>
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		<title>Trigonocefalia isolata: sintomi e cura</title>
		<link>https://www.maxillofaccialemonza.org/news/trigonocefalia-isolata-sintomi-e-cura/915</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2015 12:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Puzone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malformazioni del cranio e della faccia]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le News]]></category>
		<category><![CDATA[trigonocefalia isolata]]></category>

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		<description><![CDATA[Stiamo parlando di una sorta di craniostinosi senza eventi sindromici, che causa una legatura prematura della sutura metopica. I bambini di sesso maschile devono fare i conti più spesso con questa malattia rispetto alle femmine, senza dimenticare come i casi di gemelli trigonocefalici aumentano sempre di più. Per il momento, gli studi su tale malattia <a class="link_indecorated" href="https://www.maxillofaccialemonza.org/news/trigonocefalia-isolata-sintomi-e-cura/915">Continua a leggere....</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Stiamo parlando di una sorta di <strong>craniostinosi senza eventi sindromici,</strong> che causa una legatura prematura della sutura metopica. I bambini di sesso maschile devono fare i conti più spesso con questa malattia rispetto alle femmine, senza dimenticare come i casi di gemelli trigonocefalici aumentano sempre di più.</p>
<p>Per il momento, gli studi su tale malattia non hanno ancora portato alla scoperta della causa genetica, ma si può certamente dire come derivi sia da fattori ambientali che da elementi genetici.</p>
<h2 dir="ltr">Sintomi trigonocefalia isolata</h2>
<p dir="ltr">Non è particolarmente difficile individuare una<strong> trigonocefalia isolata</strong>, dal momento che è sufficiente constatare la fusione della sutura metopica, che porta ad una malformazione della parte anteriore del cranio, con una fronte a forma triangolare.</p>
<p dir="ltr">Nella manifestazioni di trigonocefalia lieve, si può notare esclusivamente una sorta di rigonfiamento di tale sutura, mentre nei casi di maggior gravità allora i segni sono decisamente più evidenti e visibili, in particolar modo nella zona frontale ed in quella temporale, provocando ipotelorismo.</p>
<p>Piuttosto frequentemente la crescita psicomotoria non presenta alterazioni di rilievo e gran parte dei bambini soggetti a tale malattia hanno a che fare con dei sintomi piuttosto lievi.</p>
<h3 dir="ltr">LA DIAGNOSI</h3>
<p dir="ltr">La diagnosi della trigonocefalia isolata deve avvenire mediante degli esami clinici e delle ecografie, ma anche degli esami a raggi X, anche se spesso gli specialisti ordinano l’esecuzione di scansioni 3D tac (nei primi sei mesi di vita del bambino) oppure una risonanza magnetica del cranio.</p>
<h3 dir="ltr">Come si cura la trigonocefalia isolata</h3>
<p dir="ltr">Per poter risolvere una trigonocefalia isolata, nella maggior parte dei casi si ricorre ad un intervento chirurgico della branchia <strong><a title="maxillo facciale" href="http://maxillofaccialemonza.org">maxillo facciale</a></strong>, in modo tale da sistemare tale malformazione.</p>
<p dir="ltr">Ovviamente, sarà lo specialista che si occuperà della visita del bambino a giudicare il percorso chirurgico migliore, anche se spesso viene eseguita un’orbitocranioplastica primaria: in questo campo le tecniche che vengono utilizzate sono piuttosto differenti. Nella maggior parte dei casi si va verso una ricostruzione, con annessa stabilizzazione metalli, oppure sfruttando degli innesti ossei primari e delle fissazioni che possono essere riassorbite, in maniera tale da permettere alla zona frontale della calotta cranica di potersi estendere come avviene di norma.</p>
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